Un pomeriggio con amici. 13 anni. I compiti di scuola dimenticati sul letto. Una mamma ancora giovane ed energica che da un momento all’altro chiamerà perchè la merenda è pronta.
E poi l’emozione per “quel gioco che parla” o per l’ultimo sparatutto con la grafica più bella mai vista sul Commodore 64.
In questo quadretto la cosa più importante non è certo il mero oggetto materiale, un piccolo meraviglioso computer di tanti anni fa, ma il contesto nel quale l’oggetto è calato. Ovvero quella bella, sana spensieratezza dell’adolescenza, che nessuno potrà marchiare e rivendere.
In realtà mi rendo conto di come il Commodore 64 sia stato soprattutto uno splendido catalizzatore di fantasie e di sogni, in grado di plasmare la nostra espressività dandole una forma. Ma che sarebbe stato lo stesso se avessimo giocato con un ramo e uno spago.
Oggi ci sarebbero molti siti dedicati al ramo e allo spago, dove magari qualcuno potrebbe dire che i giochi moderni, il tamburello e il Pinocchio di legno non danno le stesse emozioni dei giocattoli di una volta. Diranno che loro il Pinocchio non lo compravano mica già fatto, ah no! Loro se lo dovevano costruire da soli.
Eppure oggi molte persone vorrebbero un nuovo Commodore 64 ancor prima dei loro 13 anni o del suono della voce della mamma: “Pane e marmellata!“. E’ questa la cosa forse più inquietante: nostra madre ci stava inconsapevolmente avvelenando convinta di fare del bene.
Comunque il senso di questo discorsetto sta nel fatto che non c’è niente di sbagliato, ogni tanto, nell’abbandonarsi al dolce ricordo del passato.
Ma non si faccia mai l’errore di provare a farlo rivivere.
Quando volevi giocare col Commodore bastava premere un pulsante e si accendeva subito, mentre i moderni PC ci mettono tre quarti d’ora. Basterebbe questo per preferire il Commodore ai PC di oggi, ma vogliamo infierire.
Fra i giochi più apprezzati sulla piattaforma Commodore 64, un posto di rilievo è occupato dalle simulazioni di golf. “Leaderboard Golf” in particolare, nel momento in cui scriviamo compare nella TOP 40 generale di Lemon con un fiammante 8.55.
Oggi inauguriamo un nuovo progetto di questo blog: recensire tutti i giochi di golf mai apparsi sul C64, partendo dal meno apprezzato fino ad arrivare al più apprezzato, appunto.
Parliamo quindi per primo di GORF, la cui fama è particolarmente elevata nella zona dei sette colli.
Purtroppo dobbiamo convenire che questo gioco occupa giustamente la piazza di ultimo classificato tra i simulatori di golf. I controlli, sebbene di facile apprendimento, sono inadeguati all’ampiezza di sfumature esistenti nei diversi tipi di colpi che si possono effettuare nel golf “vero”, e non saranno solo gli appassionati più hard-core a notare questa pecca. I tracciati sono monotoni, non presentano alcuna particolarità come sabbia, laghetti, e differenze tra PAR 3 e PAR 5, e per inciso, la difficoltà è strettamente crescente, al contrario di quanto accade nel golf dove la difficoltà delle buche è grosso modo costante o altalenante.
Persino la scelta delle mazze è limitata fino all’assurdo: l’unica reale differenza tra un driver e un legno 4 consiste nell’astuccio protettivo, raffigurante una brutta faccia per il primo e un disco volante per il secondo, pertanto potete dimenticare tutto l’aspetto strategico che consiste nel dosare i colpi di avvicinamento al green, in modo da non avere un ultimo colpo di approccio sì più corto ma più difficoltoso a causa degli ostacoli presenti sul tracciato.
L’ultimo difetto di questo gioco è costituito appunto dal green, dove un ostacolo viene denominato erroneamente “flag ship” mentre si tratta evidentemente di una “bottleship” (o “battleship” secondo alcuni dizionari); si veda al riguardo lo screenshot:
Giudizio: un simulatore di golf da dimenticare, l’appassionato potrà comunque apprezzarlo quale valida alternativa ad Avenger per la sua console portatile – dotata di emulatore C64 – quando effettua gli spostamenti da una buca all’altra giocando al golf “vero”.
Qualche tempo fa è uscito un libro sui giochi dello ZX Spectrum che, giustamente, aveva la forma e la misura di uno Spectrum:
Allora i commodoristi per non essere da meno sono arrivati e hanno detto: “lo facciamo anche noooooooooooooooooooooi il libro!”. Ed eccolo qua, con la stessa forma dello Spectrum, solo che ovviamente essendo il C64 più grande, non ci sta nella stesso spazio!
Ora qualcuno potrebber obiettare che un libro non si giudica dalla copertina. Non so voi, ma in questo caso io farei un’eccezione.